1950-1973

125 ANNI DI STORIA

Parte seconda (pubblicata su CMV Magazine n.4 – dicembre 2010)

1950-1973

Il regno del Maestro Lizzi durò più di tredici anni. Da quando arrivò, alla fine del ’49, a lui toccò l’onere e l’onore di risollevare le sorti di una banda che, come abbiamo già raccontato, usciva da un periodo difficilissimo. Nel giro di qualche anno i bandisti riuscirono a rimettere in piedi un buon organico, a farsi aiutare dai benefattori villasantesi e a trovare un maestro di tutto rispetto.

Abbiamo già avuto modo di parlare del Maestro e della sua serietà e preparazione. Del periodo in cui prese la direzione del Corpo Musicale Villasanta purtroppo non esistono documenti che ci possono aiutare a dare un racconto preciso di quello che avvenne negli anni ’50. Immaginiamo che siano stati anni di continua crescita in quanto ad organico, preparazione musicale e presenza sul territorio. Il Corpo Musicale Villasanta riprese ben presto il posto che le spettava tra le bande più importanti e rinomate della zona.

Dobbiamo arrivare alla fine del 1963 per trovare un documento importante e si tratta proprio della lettera di dimissioni dell’ultraottantenne Maestro Lizzi. In realtà, risale al giugno dello stesso anno una sua lettera, indirizzata al CMV, nella quale il maestro, che stava trascorrendo una vacanza al mare in Liguria, chiedeva ai direttivi del Corpo Musicale se il concerto che si sarebbe dovuto tenere di lì a qualche giorno avrebbe avuto luogo oppure no, in seguito alla morte del Santo Padre, il “papa buono” Giovanni XXIII. Non sappiamo se il concerto si fece o meno, ma sappiamo per certo, come si diceva, che il maestro Lizzi alla fine dell’anno rinunciò al suo ruolo di direttore, probabilmente per raggiunti limiti di età.

I bandisti, dispiaciuti per le improvvise dimissioni, si diedero subito da fare per cercare un nuovo maestro. Il 19 dicembre del ’63 fecero una prova con un maestro venuto da Milano, un certo M° Attilio Di Marco.
Probabilmente abituato ad altri tipi di organici, il maestro si mise immediatamente a spostare sezioni di strumenti da una parte all’altra della sede per trovare il suo “giusto” equilibrio sonoro. I bandisti, non inclini a grandi rivoluzioni, si misero subito sul “chi va là” e l’atmosfera divenne subito incandescente. Non si conoscono le esatte parole, ma il maestro Di Marco incominciò ad insultare i poveri bandisti. Come possiamo immaginare, l’esperimento con questo nuovo maestro finì subito e proprio quest’ultimo si sentì in dovere di mandare una lettera di scuse al nostro sodalizio.

I bandisti tornarono prontamente a chiedere al Maestro Lizzi di continuare ancora per un po’ a dirigere il CMV, fino a che non avessero trovato un degno successore. E così fu, almeno fino al maggio del 1965.

È più o meno di questo periodo, in realtà due mesi prima, un curioso aneddoto: in quell’anno stavano girando all’interno dell’autodromo di Monza il film “Grand Prix” di John Frankenheimer, film che vinse anche tre premi Oscar. Si era reso necessario, per una scena, l’intervento di una banda e il regista scelse proprio il Corpo Musicale di Villasanta. Il problema fu che per una particolare scena il numero di strumentisti non doveva essere elevato, tant’è che il maestro dovette escludere alcuni bandisti. Uno di questi, un tal Enrico Corno, sassofonista, non accettò di essere escluso anche in virtù del fatto che aveva più titoli di altri per rimanere. Naturalmente espresse in pubblico tutto il suo disappunto e i vertici del Corpo Musicale si videro costretti ad escluderlo totalmente dalla nostra formazione per non permettere che si seminasse troppa zizzania.
Ben presto il signor Corno ritornò sui suoi passi e chiese di tornare a far parte dell’organico e, un po’ come un figliol prodigo, riprese posto affianco ai compagni sassofonisti.

Il Corpo Musicale di Villasanta, diretti dal M° Fiorucci, ad Oreno, settembre 1969.

Il Corpo Musicale di Villasanta, diretti dal M° Fiorucci, ad Oreno, settembre 1969.

A maggio, come dicevamo, il maestro Lizzi si ritirò definitivamente. Il suo posto lo prese, ma solo fino a fine anno, il maestro Goliardo Bernardi. Probabilmente il suo matrimonio con la nostra banda non fu dei più felici e proprio per questo motivo i bandisti Molteni e Raddrizzani (questi nomi non vi saranno certo nuovi…), che suonavano nella banda di Balerna, in Svizzera, chiesero al loro maestro, che reputavano sicuramente molto valido, di dirigere il Corpo Musicale di Villasanta. Fu così che arrivò il Maestro Cavalier Isino Fiorucci.

In un articolo comparso a febbraio del ’66 sul Cittadino della Domenica, così veniva descritto il maestro:
Il maestro Fiorucci merita un capitolo a sé. È particolarmente uno spettacolo a sé. Energico, esperto la sua parte anche se relativamente giovane, ha tutto per essere in gamba. Attentissimo ed esigente, ha modi decisi nello stesso tempo fraterni per intervenire a correggere i singoli ed il complesso, per migliorarli, per dar loro un tono. È il sicuro padrone della situazione (un interista direbbe che è l’Herrera della situazione), ma soprattutto ed è quello che veramente conta, sa dirigere. La sua personalissima mimica trascina tutto il complesso, gli infonde particolare brio, ne sfrutta ogni espressione sì da ricavarne gioiose e quasi perfette interpretazioni. Quasi un istrione. Non abbiamo creduto opportuno sindacare sul suo curriculum. Non ci interessa. Ci basta la bella realtà della sua guida e del suo insegnamento; una realtà che allieta il presidente Spreafico ed il vice Teruzzi ma rende soprattutto fieri e soddisfatti musicanti che dopo la recente vuota parentesi, hanno con Fiorucci ritrovato lena, brio e gioia di suonare.
Fiorucci ha saputo far dimenticare il pur bravissimo Lizzi, il che è tutto dire. Spreafico ha indubbiamente fatto centro e presto si raccoglieranno i frutti della nuova direzione.

Queste parole sono di Enrico Erba che, come vedremo fra poco, assunse un posto d’onore nella storia della nostra banda.

I frutti della nuova direzione si fecero vedere giovedì 17 febbraio, al Cinema Lux, in occasione di un concerto un po’ inusuale, in quanto in occasione del carnevale e per questo motivo composto da una prima parte con l’esibizione della banda e una seconda di alcune band locali. Il debutto del nuovo maestro non fu dei migliori, non per colpa sua ovviamente, ma di un clima non proprio adatto. Riporta sempre Erba nel Cittadino, “…nessun pezzo bandistico ha potuto essere eseguito in clima idoneo. Il brusio ha notevolmente influito sui musicanti. Intendiamoci, le esecuzioni sono state complessivamente buone e sottolineate da calorosi consensi, ma indubbiamente sotto lo standard abituale.” e, ancora, “Il cav. Fiorucci ha ampiamente dimostrato di saper navigare anche in acque infide e mantenendo un invidiabile self-control, ha tenuto in pugno la situazione portando in porto senza intoppi il primo concerto stagionale.

Foto di gruppo davanti alla chiesa di S. Anastasia, Festa Patronale 1969.

Foto di gruppo davanti alla chiesa di S. Anastasia, Festa Patronale 1969.

Sempre del ’66, esattamente l’11 aprile, è bene ricordare la partecipazione della nostra banda alla posa della prima pietra della chiesa parrocchiale di San Fiorano.
Nel 1967, il maestro Fiorucci riunì le sue tre bande, Balerna, Cantù e Villasanta, in un’unica formazione per un concerto straordinario in tutte e tre le località. Chi c’era ricorda ancora con tanta emozione quel concerto con più di cento strumentisti.

Era fuor di dubbio che il Maestro Fiorucci fosse un grande maestro come tanti di quelli che si erano succeduti nella direzione della nostra banda. I problemi per lui, però, iniziarono proprio in quell’anno.
Incominciarono, per motivi che si sono persi nella notte dei tempi, una serie di diverbi ed incomprensioni tra alcuni bandisti e il maestro, nonché il presidente Spreafico. Ben presto, in banda, si formarono due gruppi di pensiero, chi a favore del maestro e chi contro. Non ci è possibile addentrarci nei particolari di questo brutto periodo, per la mancanza di informazioni necessarie, ma ben presto alcuni bandisti vennero invitati a lasciare la banda e altri si allontanarono di propria iniziativa. Fatto sta che circa nel 1970 l’organico era composto da sì e no 18 musicanti, un numero ridottissimo confrontato con i 45 del primo concerto di Fiorucci quattro anni prima.

Malgrado la crisi, l’attività del Corpo Musicale andava avanti e, anzi, ne seguirono eventi degni di nota. Primo fra tutti l’elezione del nuovo presidente, l’11 febbraio 1969, Enrico Erba. La sua non fu una reggenza lunghissima, fino al 1973, ma di fondamentale importanza per una questione importantissima che minò l’esistenza stessa della banda.

Pranzo sociale del 1970.  Da sinistra: il presidente Enrico Erba, il sindaco Consonni, il maestro Fiorucci, il parroco don Gervasoni e il consigliere Locati.

Pranzo sociale del 1970. Da sinistra: il presidente Enrico Erba, il sindaco Consonni, il maestro Fiorucci, il parroco don Gervasoni e il consigliere Locati.

L’impresa C.E.V. dei fratelli Mauri, infatti, tentò di prendere possesso della sede del Corpo Musicale di via Verdi forti di un atto stipulato nel 1967 in cui il Consiglio Direttivo del Circolo Verdi, adiacente alla sede e proprietario dei locali, vendeva lo stabile proprio a questa impresa. Quello a cui non avevano dato peso, però, era che nel verbale di assemblea del Circolo Verdi si ribadiva il fatto che tale impresa avrebbe dovuto “tener conto delle richieste del Corpo Musicale”. Incominciò, così, una dura controversia tra i vertici del Corpo Musicale, nella persona del presidente Erba che si oppose duramente, e l’impresa di cui abbiamo parlato che continuò fino al 1982, quando il Tribunale di Monza dichiarò che la CEV non poteva prendere possesso della sede e il Corpo Musicale non poteva essere considerato proprietario dello stabile. Negli anni successivi il Comune riuscì a comprare tutto dall’impresa, che era in evidente difficoltà, e, solo negli ultimi anni ha concesso il Diritto di Superficie alla banda per novant’anni.

Tornando al 1969, non si può non parlare di uno dei successi più importanti per il nostro sodalizio: la vittoria dell’Anfora d’Argento.
Il Corpo Musicale di Villasanta venne invitato a tenere un concerto, il 13 luglio, a San Pellegrino, nota località termale. In tutto il periodo estivo più di sessanta bande vi tennero dei concerti e i villeggianti erano chiamati a votare quella che ritenevano essere la banda migliore. È superfluo dire che tra le tre bande vincitrici era presente anche il nostro Corpo Musicale. L’anno successivo, quindi, il 29 giugno 1970, le tre bande vincitrici dell’Anfora d’Argento tennero un concerto in occasione della premiazione. Il Corpo Musicale di Villasanta propose l’Incompiuta di Schubert e la Suite dell’Arlesienne di Bizet. Per onor di cronaca, le altre due bande erano il Corpo Musicale di Almenno S. Salvatore e il Corpo Musicale di Magenta.

Sempre nel ’70, il Corpo Musicale tenne un concerto a Busseto nella piazza principale, proprio sotto la statua del buon “Pepìn” Verdi. Un ancora commosso Vittorio Teruzzi ricorda il suo solo col flicorno in una Fantasia dalla Traviata sotto gli occhi, e le orecchie, di centinaia di persone ma, soprattutto, sotto lo sguardo compiaciuto del maestro Fiorucci.

Il M° Fiorucci rimase col Corpo Musicale ancora per tre anni, prima di fare ritorno a Viterbo, a maggio del 1973. Nello stesso anno, lascia la presidenza Enrico Erba per lasciare il posto ad un’altra grande colonna, Giancarlo Locati.

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